{"id":1355,"date":"2024-05-13T17:02:49","date_gmt":"2024-05-13T17:02:49","guid":{"rendered":"https:\/\/factoryofideas.it\/?p=1355"},"modified":"2024-05-14T09:28:17","modified_gmt":"2024-05-14T09:28:17","slug":"la-voce-della-preghiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/factoryofideas.it\/?p=1355","title":{"rendered":"La voce della preghiera"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-post-author-name\">Giuliana B\u00e8rengan<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-default wp-duotone-unset-1\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"1401\" src=\"https:\/\/factoryofideas.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Verbonauta.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1401\" style=\"aspect-ratio:4\/3;object-fit:cover\" srcset=\"https:\/\/factoryofideas.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Verbonauta.jpeg 1024w, https:\/\/factoryofideas.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Verbonauta-300x225.jpeg 300w, https:\/\/factoryofideas.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Verbonauta-768x576.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Accade talora di non riuscire a dipanare in forma di racconto il groviglio di intensit\u00e0 che si attorciglia intorno al nostro cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 azione, non c\u2019\u00e8 movimento n\u00e9 continuit\u00e0, non c\u2019\u00e8 segnale n\u00e9 gesto, non ci sono sequenze di frasi che assecondino il volere della ragione e si fa cos\u00ec esperienza di un sentire e persino di un dire che sfugge alla regola del comunicare e rompe i legami che tengono le parole ancorate alla loro pi\u00f9 facile e prevedibile funzione di portatrici di spiegazioni e messaggi, codificate secondo regole che ne assicurano una controllata libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelletto, che si sforza di rimanere lucido, non trova espressioni adatte, opportune per definire quel grumo di potenza percettiva, quella speciale qualit\u00e0 dell\u2019emozione, quello sconvolgimento che fa vacillare l\u2019equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p>La sensazione \u00e8 cos\u00ec forte che la lingua si spezza e siamo sopraffatti da un silenzio che ci attraversa come un brivido.<\/p>\n\n\n\n<p>Accade quando abbiamo paura, quando proviamo un grande dolore, ogni volta che la tempesta degli accadimenti ci lascia attoniti e muti, persino quando la scarsa abitudine alla felicit\u00e0 ci fa temere di perderla.<\/p>\n\n\n\n<p>Resi instabili dalla privazione di quella certezza che viene dalla parola rassicurata dal suo significato e rassicurante nella sua funzione comunicativa, ci troviamo in una sorta di nudit\u00e0 che ci espone agli sguardi di chi vuole da noi frasi precise e articolate, ben mirate al raggiungimento dell\u2019obiettivo, qualunque esso sia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sentiamo indifesi, vulnerabili; s\u00ec, \u00e8 questo il termine giusto poich\u00e9 l\u2019esperienza emotiva del dolore che non riesce ad emergere come vissuto e come narrazione \u00e8 una vera e propria ferita. La cicatrice resta nascosta nel profondo e prima o poi torna a farsi dolorosamente sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>Dicono gli antichi testi gnostici che attraverso il dolore ci viene mostrata la nostra capacit\u00e0 di sentire. Pi\u00f9 \u00e8 profonda la ferita pi\u00f9 sono intensi i sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si hanno il coraggio e la determinazione ad accogliere questa nudit\u00e0, questa fragilit\u00e0 che \u00e8 forse anche vergogna di lasciarsi dominare dalle emozioni , se si accetta di essere spogliati delle parole si entra in un\u2019altra dimensione, si vanno ad incontrare quelle che Francesco d\u2019Assisi definiva \u201cle forze meravigliose e selvagge\u201d che sono dentro di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si vive un\u2019esperienza che \u00e8 al tempo stesso di solitudine, di trasformazione e di elevazione spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>Si prova un senso profondo di separazione dagli altri con i quali siamo abituati a comunicare eppure c\u2019\u00e8 uno scambio che avviene attraverso un\u2019energia potente che muta il dolore nella sua \u201cforma guarita\u201d che \u00e8 l\u2019affidarsi a una rinnovata saggezza, un sapere liberato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si resta in silenzio fino a quando, all\u2019improvviso, il tempo si spalanca e lascia emergere la voce, risanata e rinvigorita, insieme allo <em>stupore <\/em>e alla <em>meraviglia<\/em> che intreccia le sue radici con il <em>miracolo<\/em> attraverso il verbo latino <em>mirari<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola si fa \u201cnunzio\u201d di un sentire intenso che sgorga dall\u2019anima, uno stato di grazia da cui nasce la <em>preghiera<\/em>, che risuona nello spazio cosmico e vi trova ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p>E c\u2019\u00e8 un ritmo in questa risonanza che si fa intuizione, segno e seme; \u00e8&nbsp; una sonorit\u00e0 che ha qualcosa di compassionevole, che crea condivisione, che \u00e8 al di l\u00e0 di ogni religione.<\/p>\n\n\n\n<p>La preghiera \u00e8 un\u2019arte e come ogni arte richiede dedizione ma \u00e8 anche espressione di quella pura creativit\u00e0 che la accomuna alla poesia poich\u00e9 entrambe sono forme del sublime.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pi\u00f9 appesantita dal gravoso compito di significare che la tiene legata alla terra la parola pu\u00f2 far ritorno alla sua originaria dimora, andare \u201ca ritrovare il suono universale in grado di permeare e far risplendere linguaggi emozionali assopiti ma non estinti\u201d. (1)<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il risveglio di una memoria profonda, \u00e8 la nostra forma di guarigione poich\u00e9 ciascuno di noi ha la possibilit\u00e0 di trasmutare il dolore in esperienza del sacro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono <em>invocazioni <\/em>antiche quelle che scaturiscono dalla nostra anima fluttuante nella liquidit\u00e0 del sentire senza ostacoli, senza barriere; sono <em>litanie<\/em> udite l\u00e0 dove si rendeva omaggio alle Dee Prime, madri amorevoli di eroi immortali, e potenti depositarie delle formule per risuonare insieme all\u2019universo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Divina Signora che ami la civetta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tu che conosci la parola prima<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tu che attraversi i cieli con ali potenti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tu che illumini l\u2019oscurit\u00e0 degli Inferi,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che ammansisci i leoni con il tuo cuore sognante<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io ti invoco<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Senza pi\u00f9 timore, senza pesi che ci tengano ancorati, lasciamo che sia la preghiera a dare voce alle nostre emozioni. E allora ne scaturisce una sequenza di frasi liberate e liberatorie che hanno in s\u00e9 la purezza che si \u00e8 alimentata nell\u2019attesa durante la quale non c\u2019\u00e8 memoria del passato n\u00e9 coscienza del presente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEsiste un potere che vive nello spazio di mezzo, quell\u2019attimo fuggente durante il quale qualcosa finisce e ci\u00f2 che lo segue non \u00e8 ancora iniziato \u2026. Un momento temporale in cui nessuna delle due fasi \u00e8 ancora pienamente realizzata. Quello \u00e8 l\u2019attimo da cui traggono origine la magia e i miracoli. Nell\u2019istante di mezzo tutte le possibilit\u00e0 sono valide e nessuna \u00e8 stata ancora scelta \u2026. Tutti gli eventi scaturiscono da quell\u2019attimo magico e potente \u2026. \u00c8 durante quel lasso di tempo che, secondo le tradizioni di saggezza del passato, si manifesta un\u2019apertura nella quale possono essere comprese immense verit\u00e0 e le preghiere riescono ad avere l\u2019impatto pi\u00f9 elevato. Carlos Castaneda ha definito quel varco <em>una fenditura tra i mondi<\/em>, un punto di accesso ai regni invisibili\u201d. (2)<\/p>\n\n\n\n<p>Sono parole intrise di visioni lontane, che aprono la mente e il cuore ad un ignoto che \u00e8 mettersi alla prova e provare, che \u00e8 lasciarsi condurre in territori inesplorati, farsi assorbire e coinvolgere nel flusso delle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Si fa esperienza dell\u2019abbandono, un sentimento che ci \u00e8 concesso soltanto se abbiamo superato il timore di essere abbandonati.<\/p>\n\n\n\n<p>Si lascia spazio ad immagini fuori dal tempo, evocate dalla potenza del mito, affondate nell\u2019ancestrale ricordo di un passato divino.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Signora del mare pescoso,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Signora della luce e del buio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tu conosci l\u2019antica storia del mondo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tu racconti la vita<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tu accendi il freddo dei tramonti lunari<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tu ascolti le parole mai dette<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Animali e piante baciano le tue zampe d\u2019uccello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>con devoto omaggio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tu sei la Divina cara al cuore di donna antica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io ti rendo omaggio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli antenati ci hanno trasmesso il sapere della preghiera che \u00e8 una potente forma di conoscenza, di incontro con le forze che sono dentro di noi e che rappresentano il nostro legame di appartenenza al dominio della Natura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una preghiera che non si identifica con formule codificate, con parole preordinate, ma che fluisce dall\u2019anima come una goccia di rugiada scivola via dalla foglia di loto arrendendosi alla gravit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua potenza non sta nelle parole che la compongono anche se \u00e8 grande la suggestione della formularit\u00e0 e della ripetizione bens\u00ec nella disponibilit\u00e0 a credere nel loro potere salvifico, nella loro consonanza con le sillabe di una lingua nella quale la parola accetta di perdere la propria individualit\u00e0 per divenire tramite sonoro di quell\u2019<em>incantesimo<\/em> del quale gli antichi ben conoscevano la magica essenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Una parola che cerca di oltrepassare il suo limite per poter dire del mistero che fa arrivare la voce al \u201cgrande orecchio\u201d(3), che prende corpo fino a diventare visibile, tangibile, udibile come pura sonorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Che sia salmodiata, ripetuta come litania, che sia grido o canto la preghiera \u00e8 una tessitura di <em>benevolenza<\/em>, <em>omaggio<\/em>, <em>devozione<\/em>, <em>fede<\/em>, <em>meraviglia<\/em> e <em>mistero<\/em>, vocaboli di antica, preziosa ascendenza dai quali si prendono spesso le distanze per timore di una religiosit\u00e0 antiquata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una preghiera che zampilla come sorgente di <em>fecondit\u00e0<\/em>, un\u2019attitudine che condivide&nbsp; la propria etimologia con la <em>felicit\u00e0<\/em> e la <em>fertilit\u00e0<\/em>, una potenzialit\u00e0 generante che fa assomigliare il linguaggio della preghiera al \u201cmaternese\u201d che tiene il collegamento profondo, ancestrale tra madre e neonato, una lingua fatta di suoni che attingono alla \u201cmemoria profondamente custodita nella voce umana\u201d.(4)<\/p>\n\n\n\n<p>Una preghiera che non chiede ma contempla ovvero crea una connessione (il latino <em>cum<\/em>) con il <em>templum<\/em>, lo spazio sacro che in origine indicava una delle quattro parti nelle quali era idealmente diviso il cielo e dalle quali il sacerdote indovino riceveva gli auspici.<\/p>\n\n\n\n<p>Una preghiera che \u00e8 <em>meditazione<\/em> e <em>medicina <\/em>che hanno la stessa madre nel verbo <em>mederi<\/em> che rimanda alla capacit\u00e0 di guarire, di sanare, di venire in aiuto e oggi anche la scienza ha dimostrato che le emozioni e la preghiera influenzano la materia di cui \u00e8 fatto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Meditare, dicono i maestri orientali, \u00e8 come colare lentamente una manciata di sabbia su una superficie piatta : ogni granello trova spontaneamente il suo posto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ansia si placa e l\u2019anima guarisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Una preghiera che accetta di essere laica, di restare fuori dal tempio eppure con la fiducia di essere ascoltata e accolta dalla misericordia del sapere eterno.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo nel quale il mese di maggio sembrava rappresentare una sorta di sacra sospensione della quotidianit\u00e0 fatta di materia grossolana per lasciare spazio ad una accorata visione di rituali antichi fatti di petali di rose profumate lasciati cadere a terra durante la processione di santa Rita e di acqua benedetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Era tempo di pellegrinaggi e di recita delle piccole storie edificanti che avevano come protagonisti personaggi in odore di santit\u00e0; e c\u2019era quel salmodiare il rosario che, pur nel difficile rapporto con la lingua latina, era forma sublime di devozione che ogni anno segnava quel ritorno alla preghiera fatto di fede e di semplici certezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio contributo a custodire questo rituale vuole essere una concessione a quella memoria che i nostri tempi mettono in discussione come inutile attaccamento al passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo ho sentito il bisogno di riproporre parole che non abbiano paura di mischiarsi con il sacro e neppure di essere figlie di una religiosit\u00e0 che trascende ogni dogma per diventare voce del cuore.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-ast-global-color-0-color has-text-color has-link-color wp-elements-13d3bff2e0c23115e84c31e72a915c45\">Giuliana B\u00e8rengan per Save the Words\u00ae<\/p>\n\n\n\n<p>Photo by Lydia Pisani<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><div class=\"wp-block-group__inner-container\">\n<p class=\"has-small-font-size\">(1) Ciro Buttari, musicista e performer<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">(2) Gregg Braden, La scienza perduta della preghiera, Macro Edizioni, Cesena, 2006<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">(3) Ciro Buttari<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">(4) Id.<\/p>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accade talora di non riuscire a dipanare in forma di racconto il groviglio di intensit\u00e0 che si attorciglia intorno al nostro cuore. 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